ANTIBIOTICO PER MAL DI GOLA: DAVVERO È NECESSARIO?

La terapia antibiotica non è il primo rimedio a cui pensare per trattare un mal di gola. Leggi l’articolo per scoprire cosa sono gli antibiotici e il loro corretto utilizzo.

Cosa sono gli antibiotici

Gli antibiotici sono medicinali utilizzati per curare le infezioni causate da batteri: il loro compito è infatti quello di uccidere i germi responsabili dell’infezione batterica in atto, di evitare la loro diffusione all’interno dell’organismo e di bloccarne la trasmissione attraverso il contagio.

Nello specifico, l’antibiotico può essere di origine naturale o mista.

Gli antibatterici di origine naturale sono i primi a essere stati scoperti: si tratta di molecole che altri microrganismi, per lo più certi tipi di funghi microscopici (appartenenti al gruppo delle muffe), producono per difendersi essi stessi dalle infezioni batteriche.

A partire dalle molecole originali, con l’obiettivo di aumentarne l'efficacia, sono stati derivati, attraverso modificazioni della struttura chimica, nuovi composti che, proprio per questa loro origine “mista”, sono definiti antibiotici semi-sintetici.

Ma come agiscono nello specifico gli antibiotici?

Come agiscono gli antibiotici

Gli antibiotici inibiscono lo sviluppo dei batteri attraverso meccanismi di azione differenti, che mirano però essenzialmente a due obiettivi: distruggere l’involucro protettivo esterno della cellula batterica e interferire con le reazioni biochimiche che le consentono di sopravvivere e di riprodursi.

A seconda dell’effetto finale sulla cellula batterica i vari farmaci vengono poi suddivisi in:

  • antibiotici batteriostatici, i quali bloccano la crescita del batterio, lasciando al sistema immunitario il compito di eliminarlo definitivamente;

  • antibiotici battericidi che provocano la morte del batterio.

A seconda della struttura chimica e del meccanismo di azione, l'antibiotico agisce in modo selettivo su singole specie o gruppi di batteri oppure contemporaneamente su una vasta gamma di batteri. Gli antibatterici di questo secondo tipo sono definiti “ad ampio spettro”.

Dopo quanti giorni fa effetto l’antibiotico?

Non c’è un limite di tempo preciso, la durata dipende infatti dal tipo di patologia. In alcuni casi gli effetti dell'antibiotico si vedono già dopo 3-4 giorni; in altri casi il decorso può essere più lungo, arrivando fino a 7 giorni di tempo. L'efficacia dell'antibiotico può dipendere anche dal sistema immunitario del paziente e dalla sua costanza e accortezza durante il periodo di cura.

Antibiotico per mal di gola: quando è necessaria una terapia antibiotica

Per capire quando prendere l’antibiotico per contrastare gli effetti del mal di gola, è necessario risalire alla natura dell’infezione. Nella maggior parte dei casi il mal di gola è autolimitante oppure legato a infezioni virali; in questi casi l’antibiotico non troverebbe il batterio da debellare e quindi la sua azione sarebbe totalmente inutile.

A cosa serve l‘antibiotico? Solo quando il mal di gola ha un’origine batterica, è richiesta la somministrazione di una cura antibiotica, previo consulto medico. Per una terapia di maggior efficacia è strettamente necessario attenersi alle indicazioni prescritte dal medico.

Cosa succede se si interrompe l’antibiotico? Interrompere l’antibiotico solo perché i sintomi iniziano a migliorare, non rispettare gli intervalli regolari tra le somministrazioni e non seguire le dosi consigliate, sono comportamenti che non permettono all’antibiotico di svolgere la sua totale funzione.

Perché gli antibiotici non sono attivi sui virus?

Per comprendere perché gli antibiotici fanno effetto solamente sui batteri e non sui virus bisogna comprendere quali differenze esistono tra i due.

I batteri sono dei microrganismi viventi piccolissimi di pochi micron di grandezza, unicellulari, (ovvero formati da una sola cellula dotata di una parete e una membrana esterna che la separano dall’ambiente circostante), di materiale genetico, e di tutta una serie di apparati ed enzimi che consentono loro di avere un proprio metabolismo. L’antibiotico agisce bloccando alcune funzioni vitali del batterio, uccidendolo o impedendone la moltiplicazione.

Per contro, il batterio mette in atto delle difese: si tratta di una lotta dove l’uso indiscriminato degli antibiotici ha prodotto quelli che la medicina ora definisce come “super batteri”, capaci di resistere anche all’azione dei più potenti antibiotici.

Quando si parla di virus, invece, non ci si riferisce a una cellula, bensì a una particella ancora più piccola del batterio che non può sopravvivere da sola e a lungo nell’ambiente. Per vivere e moltiplicarsi deve invadere una cellula di un altro organismo, che può essere un animale, una pianta o anche un batterio. Il virus ha quindi una struttura molto più semplice di un batterio. La particella virale è costituita da materiale genetico (DNA o RNA), da un involucro protettivo di proteine, e talvolta lipidi, che si integra all’interno della cellula vivente in un altro organismo e la utilizza per riprodurre sé stesso. Il virus si moltiplica dentro alla cellula fino a farla scoppiare, propagando così le particelle virali.

In questo caso l’antibiotico non ha appigli per contrastarlo: non possedendo un suo metabolismo, il virus deve essere attaccato a livello delle cellule dell’organismo ospitante e risulterebbe difficile da eliminare senza usare farmaci che siano tossici alle cellule stesse.

Per questo, l’approccio opportuno per le malattie virali è rappresentato dalle vaccinazioni, in grado di indurre una protezione immunitaria nelle cellule ospite, mentre i farmaci antivirali ad oggi sviluppati sono pochi e agiscono selettivamente su alcuni virus specifici (come i virus herpetici, i virus delle epatiti B o C oppure l’HIV).

 

Come si sviluppa una resistenza agli antibiotici

La resistenza agli antibiotici si manifesta quando un batterio sviluppa le contromisure biologiche di cui sono dotati (modificazioni genetiche, adattamenti biochimici) per ridurre la propria sensibilità all’effetto dei farmaci.

Attualmente questo fenomeno, conosciuto come antibiotico resistenza, rappresenta uno degli ostacoli più grandi nel controllo delle infezioni batteriche e, di conseguenza, una delle maggiori emergenze sanitarie.

Tra le principali cause dello sviluppo della resistenza batterica agli antibiotici rientra l’uso improprio dei farmaci antibiotici: quando non necessari, a dosi diverse da quelle prescritte, con modalità di assunzione non appropriate, per periodi di tempo insufficienti o troppo prolungati.

Perché i batteri resistenti possono costituire un problema

I batteri resistenti agli antibiotici possono diventare un problema perché nel tempo sviluppano una forza superiore a quella che hanno in origine e quindi risulteranno sempre più difficili da debellare.
I batteri possono progressivamente iniziare a espellere l’antibiotico, a rendere impermeabile la loro membrana protettiva, a modificare la struttura del farmaco per renderlo inefficace oppure a modificare le proprie proteine contro cui l’antibiotico agisce.

I batteri antibiotico resistenti possono anche diffondersi in un altro organismo attraverso un processo di copiatura del loro DNA.

Come prevenire l’antibiotico resistenza?

Per prevenire il fenomeno dell’antibiotico resistenza è importante capire quando prendere l’antibiotico: assumere questo tipo di farmaco per curare un’infezione virale, oltre che inutile, sarebbe la prima causa di resistenza alla terapia.

Inoltre, è determinante seguire tutte le indicazioni fornite dal medico: scelta dell’antibiotico, rispetto degli intervalli regolari per l’assunzione e durata della cura partecipano alla sua efficacia. Se il batterio infatti non viene completamente debellato, può accrescere la sua forza e sviluppare meccanismi di inattivazione o resistenza al farmaco stesso.

Come scegliere l’antibiotico più adatto

Ogni antibiotico è efficace solo contro alcuni batteri. Al momento di scegliere l’antibiotico più adatto, il medico curante spesso sulla base di alcuni esami, cercherà di stabilire quali tipologie di batteri siano la probabile causa dell’infezione

Per selezionare un antibiotico, i medici prendono in considerazione anche:
• la natura e la gravità dell’infezione;
• lo stato del sistema immunitario del paziente (la sua capacità di aiutare il farmaco a combattere l’infezione);
• i possibili effetti collaterali del farmaco;
• la possibilità di allergie o altre reazioni gravi al farmaco;

I medici considerano anche quanto possa essere difficoltoso per i pazienti assumere gli antibiotici per tutto il periodo prescritto, ovvero per completare l’intero ciclo di trattamento. Ad esempio, le probabilità di completare il trattamento sono minori se il farmaco deve essere assunto molto spesso o soltanto a orari specifici (come prima, durante o dopo i pasti).

Le 8 cose da sapere sugli antibiotici:

Cosa sono gli antibiotici?
Gli antibiotici sono dei medicinali utilizzati per curare le infezioni causate da batteri: il loro compito è infatti quello di uccidere i germi responsabili dell’infezione batterica in atto, evitando la loro diffusione all’interno dell’organismo.

Come agiscono gli antibiotici?
Gli antibiotici inibiscono lo sviluppo dei batteri andando a mirare verso un duplice obiettivo: distruggere l’involucro protettivo esterno della cellula batterica e interferire con le reazioni biochimiche che gli consentono di sopravvivere e di riprodursi. A seconda della struttura chimica e del meccanismo di azione, l'antibiotico agisce in modo selettivo su singole specie o gruppi di batteri oppure contemporaneamente su una vasta gamma di batteri.

Quando è necessaria una terapia antibiotica?
La terapia antibiotica prescritta dietro consulto medico è necessaria per contrastare solo e soltanto un’infezione batterica. Per alleviare gli effetti del mal di gola, è necessario risalire alla natura dell’infezione. Nella maggior parte dei casi il mal di gola è autolimitante oppure legato a infezioni virali; in questi casi l’antibiotico non troverebbe il batterio da debellare e quindi la sua azione sarebbe totalmente inutile.

Perché gli antibiotici non sono attivi sui virus?
Gli antibiotici non sono efficaci sui virus perché non possiedono un loro metabolismo, come i batteri. Il virus deve infatti deve essere attaccato a livello delle cellule dell’organismo ospitante, pertanto risulta difficile eliminarlo senza usare farmaci che siano tossici per le cellule stesse. Per questo motivo, gli antibiotici sono fortemente sconsigliati per infiammazioni virali, bensì le vaccinazioni rappresentano l’approccio migliore.

Come si sviluppa la resistenza batterica agli antibiotici?
La resistenza batterica agli antibiotici si manifesta quando un batterio sviluppa le contromisure biologiche di cui sono dotati (modificazioni genetiche, adattamenti biochimici) per ridurre la propria sensibilità all’effetto dei farmaci. Questo fenomeno, detto antibiotico resistenza, rappresenta uno degli ostacoli più grandi della sanità mondiale.

Perché i batteri resistenti agli antibiotici possono costituire un problema?
I batteri resistenti agli antibiotici possono diventare un problema perché nel tempo sviluppano una forza superiore a quella che hanno in origine e quindi risulteranno sempre più difficili da debellare. I batteri possono progressivamente iniziare a espellere l’antibiotico, a rendere impermeabile la loro membrana protettiva, a modificare la struttura del farmaco per renderlo inefficace oppure a modificare le proprie proteine contro cui l’antibiotico agisce.

Come prevenire l’antibiotico resistenza?
Per prevenire il fenomeno dell’antibiotico resistenza basterà assumere questo tipo di farmaco solo quando necessario, ovvero in caso di un’infezione batterica. Inoltre, se è in atto una cura antibiotica, è fondamentale seguire le indicazioni fornite dal medico: scelta dell’antibiotico, rispetto degli intervalli regolari per l’assunzione e durata della cura partecipano alla sua efficacia.

Come scegliere l’antibiotico più adatto?
Per scegliere l’antibiotico più adatto al tipo di infezione batterica, basterà contattare il medico curante, che cercherà di stabilire quali batteri siano la probabile causa dell’infezione. Per la scelta dell’antibiotico, il medico prenderà in considerazione anche: la natura e la gravità dell’infezione, lo stato del sistema immunitario del paziente, i possibili effetti collaterali del farmaco, ed eventuali allergie del paziente.

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